Archive for Jazz

Sollima a Cannes

Il Compositore e Violoncellista

GIOVANNI SOLLIMA

partecipa questa settimana al Festival di Cannes
nell’ambito di due film, realizzati da Registi di fama mondiale
(sui grandi schermi il primo, in internet il secondo)

in entrambi i titoli rivestira’ il triplice ruolo di compositore, esecutore musicale e attore

PALERMO SHOOTING di Wim Wenders,
nel quale Sollima offrira’ un’intensa “partecipazione speciale”
Sabato 24 maggio ore 19.00,
in concorso

In Palermo Shooting di Wim Wenders Sollima sara’, come Lou Reed e Patti Smith, uno “special guest”, e la sua partecipazione avverra’ nell’ambito di una importante scena girata nel maestoso set di Palazzo Butera, a Palermo, dove eseguira’ un brano composto appositamente: The Shooting.

il regista

una scena del film

una scena del film

il regista ‘on working’

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DAYDREAM di Lasse Gjertsen,
uno short su Sollima, creato dal ventitreenne astro nascente
della nuova cinematografia digitale,
le cui opere hanno totalizzato piu’ di 20.000.000 di views solo in YouTube
Giovedi’ 22 maggio ore 12.30,
Palais du Festival – Niveau 3/Level 3 – Auditorium F
nella sezione Short Film

Il corto Daydream di Lasse Gjertsen e’ ritenuto un esempio magistrale di nuovo cinema, e in YouTube sta per toccare il milione di views, un record mondiale per un video non pop/rock. Potete visionarlo (per ragioni di spazio diviso in due parti) qui:

PARTE 1: http://www.youtube.com/watch?v=ldPf3yqq3-8
PARTE 2: http://www.youtube.com/watch?v=I3NkQ00_ZbI&feature=related

scene dal video

il regista

ultimi lavori di Giovanni Sollima: palermitano, 45enne, compositore e violoncelllista di fama mondiale, conosciuto negli USA come The Jimi Hendrix of the Cello, ha creato un nuovo stile musicale che arriva ad ogni genere di pubblico, evitando sempre la volgarita’ di artisti classici che si “vendono” negli stadi o le furberie di alcuni mediocri musicisti “new age”, oggi molto di moda, che si spacciano per grandi autori ed esecutori.
Ha scritto musica per interpreti di ogni genere: Muti con l’Orchestra della Scala, Yo-Yo Ma, Philip Glass, Ruggero Raimondi, Vinicio Capossela, Elisa, Morgan, e soprattutto Patti Smith, con la quale ha creato un formidabile duo; coreografi (Carlson, Armitage, ecc.) e grandi registi cinematografici, teatrali e televisivi, tra i quali Peter Greenaway, Bob Wilson, Peter Stein, Marco Tullio Giordana, Alessandro Baricco, Franco Battiato. Con il suo violoncello, da solo o con vari gruppi, si e’ esibito in tutti i continenti, dalla Carnegie Hall alla Scala, da Santa Cecilia ai festival di Tokyo e Istanbul, dalle piu’ prestigiose sale di Londra, Parigi e Berlino a tutti i maggiori teatri, auditorium e festival italiani, fino agli spazi piu’ alternativi, come la Knitting Factory a NY, un ghiacciaio sulle Dolomiti (suonando un violoncello di ghiaccio in un teatro-igloo), il Primo Maggio a Roma, Radio DeeJay, nel deserto del Sahara, effettuando diverse tournee in USA, Giappone, Germania, Finlandia, Russia. Il repertorio di Sollima, oltre ai suoi lavori, spazia da Bach ad Hendrix, da Vivaldi ai Nirvana, passando per Shumann e i Beatles.

Per informazioni, interviste e materiale a Cannes:

Lucia Mantovani
( Anfiteatro Musica, tel. 338 653 35 48 )

che sara’ al Festival tutta la settimana,
lieta di incontrare chi sara’ presente a Cannes

Per informazioni, interviste e materiale in Italia:

info generali: de’ Stefani–Loria (Sonzogno) – 349 788 08 46 – 335 52 78 021
info sui concerti di Sollima: Elisa Sitta (International Music and Arts) – 059 64 46 88
discografia di Sollima in commercio: Delfina Cribiori (SonyBmg) – 02 853 63 21


Un cordiale saluto e un caldo invito alla visione dei due film, a Cannes o altrove, soprattutto per Daydream, sia perche’ difficilmente rivedibile in futuro sul grande schermo ad altissima definizione, sia per scoprire un nuovo talento nel mondo del cinema.

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CASA MUSICALE SONZOGNO
Edizioni musicali di Giovanni Sollima e co-produzione di Daydream

ANFITEATRO MUSICA
Agenzia di Lasse Gjertsen e co-produzione di Daydream

INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS
Agenzia e Segretariato artistico di Giovanni Sollima

SONYBMG MUSIC
Casa discografica di Giovanni Sollima. Il penultimo album, Works, contiene parte della musica di Daydream, mentre l’ultimo, We Were Trees, e’ uscito pochi giorni fa e sta ricevendo critiche entusiastiche.

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Sollima’s back!

WE WERE TREES

Una volta zio mi raccontò che, in uno dei suoi sogni più ricorrenti, protagonisti erano gli alberi.

Gli alberi, che con le loro punte alte congiungono Terra e Aria: infatti secondo Giovanni ognuno di noi su questo pianeta è legato ad un albero.

Che sia un ‘pretesto’ da artista?

In realtà sono suggestioni poetiche provenienti da molto lontano, dall’Africa, dall’origine.

Se si pensa all’albero come immagine è una grande struttura aerea che però ha delle radici, radicato nella terra ma verso il cielo.

Sono davvero molto curiosa di poter sentire queste ‘note nuove’, sarà sicuramente un altro viaggio lunghissimo che mi porterà chissà dove.

Forse alle spalle di ciò che sto vivendo…forse più avanti.

Forse alle radici della mia famiglia…forse verso altri paesi.

Non vedo l’ora di guardarlo, toccarlo e ascoltare tutte le note e i suoni che lo compongono.


Se ognuno di noi è legato ad un albero o addirittura E’ un albero…

…mi sa proprio che il mio è lo zio più FICUS del mondo!!

Francesca

P.S. E non dimentichiamoci che anche il violoncello una volta era un albero…

Auguri

tree
*francesca*

L’anima del Jazz

Ho appena terminato una delle settimane più costruttive e intense di tutta la mia intera esistenza professionalmente parlando.

Ma anche umanamente, perchè no?

Solo pochi hanno avuto la possibilità di partecipare, per iniziativa dell’AXA Associazione per L’Arte (www.associazioneperlarte.it) ad un laboratorio/masterclass tenutosi ad Alcamo da Mirko Guerrini, noto sassofonista (e non solo) del panorama jazz italiano.

Tre giorni dedicati a temi quali l’espressività, il fraseggio, l’improvvisazione e la musica d’insieme con jam session che hanno visto protagonisti gli alunni.

Un laboratorio che ha coinvolto musicisti giovani e adulti, sia chi la musica la fa per professione, sia chi la fa per passione.

Gente che senza paura, dopo una vita spesa nei conservatori e nelle accademie a studiare solo classica, per la prima volta ha anche affrontato standard jazz e improvvisazioni sui temi.

Mirko Guerrini ha dimostrato di essere un insegnante serio e professionale, un musicista di un’umanità indescrivibile.

All’interno della sua classe c’è stata la voglia di conoscersi, di spingersi fino ai propri limiti e capire come superarli, di suonare e vivere la musica in maniera individuale o insieme ai colleghi.

Incredibile come i rapporti umani si siano intersecati fra loro: con il collante musicale oggi c’è la voglia di dar vita a nuovi gruppi e sperimentare nuove forme.

Nell’unione di pianoforte, sax alto, chitarra, tromba, violini, fisarmonica, batteria e basso elettrico sono nati Now’s The Time (Charlie Parker) e Summertime (G.Gershwin).

Giovedì 6 ci ha raggiunti, durante le ultime due ore di lezione, il pianista Stefano Bollani e con lui abbiamo suonato e parlato della sua musica.

E’ seguita una lunga intervista da parte nostra: curiosità e domande sul suo modo di suonare, lavorare su un brano, comporre e vivere il jazz.

Il massimo del divertimento, dell’emozione e della ”unione strumentale” è stato raggiunto Venerdì sera 7.12 quando Stefano Bollani ha chiesto a noi, allievi del laboratorio, di aprire il suo concerto al Teatro ‘Cielo d’Alcamo’.

Concerto che avrebbe visto riuniti sul quel palco alcuni dei più grandi nomi del jazz italiano del ventunesimo secolo: Stefano Bollani al pianoforte, Ferruccio Spinetti al c/basso , Mirko Guerrini al sax tenore, Nico Gori al clarinetto, Enrico Rava alla tromba, Cristiano Calcagnini alla batteria e la meravigliosa voce di Petra Magoni.

Dopo il nostro ’sipario’ (emozione e carica alle stelle) i ‘Visionari’ ci hanno offerto classici e novità del loro repertorio: dall’ultimo disco di brazilian jazz ai capolavori di Musica Nuda.

Chiaramente pass speciale per noi giovani ‘musicisti apprendisti’ per un dietro le quinte tutto da ricordare!!

Ognuno, nel suo piccolo, è stato protagonista di un’avventura che avrà (speriamo) un seguito a Prato per la prossima master di Mirko Guerrini o a Siena per i prossimi seminari di Siena Jazz.

La comitiva è pronta a partire.

Posto qui delle foto scattate da Salvino Viscò durante i tre giorni di laboratorio.

Le foto del concerto non mi sono state ancora spedite ma non appena le riceverò le posterò di seguito.

 

Alla prossima!!!

 

Francesca

 

guerr1

in classe

 

guerr2

mirko suona…

 

carlita

carla e il suo ‘bambino’…

 

claudio

carla e claudio

 

babytrumpet

il piccolo trombettista

 

costanza

costanza, la voce.

 

bolla1

stefano

 

bolla2

commentando fra una curiosità e l’altra…

 

bolla3

The Bollani Show

 

bolla3

lezione

 

35suonati

tanti auguri…

 

jam

 

jam session con Bolla e Guerrini

Restart

Perdonate l’assenza…

 

Mille impegni musicali mi hanno distolta dall’attenzione del blog. Impegni, peraltro, da ’studente’…dunque ciò mi ha costretta a sospendere per un pò gli altri impegni, quelli da ’spettatrice’.

 

Non ho ascoltato molta roba nuova, non ne ho avuto il tempo materiale.

In un mesetto mi sono concessa solo un paio di concerti. Pochi ma buoni:

 

SWINGLE SINGERS

ss

 

Bene, cari Telespettatori (come direbbe Mike) , se vi aspettate di sentire la vecchia formazione anni ‘60 chiaramente vi dirò subito che questo è impossibile.

Per due motivi: primo il fatto che credo siao morti tutti o comunque non sono piu tanto in forma.

Secondo perchè penso che, per quanto artisti, le ambizioni di ognuno di loro non credo fossero quelle di restare uno Swingle Singer ad libitum.

Motivo per cui, ancora oggi, questo gruppo INTERAMENTE VOCALE vede l’avvicendarsi al suo interno di numerosissimi talenti che uno dopo l’altro tenteranno prima o poi la fortuna con la carriera da solista.

Un ‘trampolino di lancio’ per così dire del canto moderno.

Ma…

Ma?

Ma…l’impressione che ho avuto è stata quella di ascoltare un cd con una base preregistrata.

La novità del momento (che pensano di aver inventato loro mentre invece già nel lontano 1995 era arte perfettamente padroneggiata dai NERI PER CASO) èil BEATBOX, ovvero la percussione vocale.

Due di loro, un basso e un tenore, si dividono i compiti: uno segue la linea melodica del contrabbasso e l’altro crea il supporto ritmico.

Così perfetti da sembrare un CD…da sembrare una batteria vera…

Può andar bene i primi 10 minuti.

Questo li ha fatti sprofondare non poco nella mia classifica…

Anche se, devo ammettere, hanno presentato un repertorio davvero interessante che spaziava da Albinoni ai Beatles passando per Ravel.

Interpretazione del ‘Bolero’ degna di nota.

 

Altro spettacolo interessante è stato al Blue Brass, ridotto dello Spasimo, il 9, 10 e 11 Novembre.

 

TIGRAN HAMASYAN

 

tigran

 

Per incredibile che possa sembrare, già a tre anni il piccolo pianista armeno Tigran Hamasyan provava ad accompagnarsi alla tastiera mentre cantava il meglio dei Led Zeppelin, dei Deep Purple, di Armstrong e dei Queen. Una realtà che i suoi orgogliosi genitori, dal 1990, cominciarono a documentare in una straordinaria serie di video amatoriali. Mentre sarebbero stati i cameramen professionisti quelli che ne avrebbero registrati i primi passi nel mondo del Jazz non più di sei anni più tardi. Dopo che Tigran, al conservatorio di Yerevan e molto per suo conto, ebbe passato in rassegna quasi per intero la produzione discografica dei più grandi maestri del jazz, da Thelonoius Monk ad Art Tatum e a Bud Powell.

 

Sarebbero poi stati il primo e il secondo Jazz Festival della stessa città armena, dal 1998 in avanti, ad imporlo all’attenzione di Chick Corea, Avishai Cohen e Jeff Ballard. Ma soprattutto a quella di un celebre talent scout come Stephan Kochoyan che ne promosse l’attività nei più noti jazz meeting d’Europa.

 

Dal 2001, dopo essersi guadagnata anche la stima e la simpatia di Wayne Shorter ed Herbie Hancock, Tigran prese a suonare con celebrità francesi come Pierre Michelot e Daniel Humair. Beninteso, senza mai dimenticare la musica della terra natia. Da quell’anno non si contano i piazzamenti più alti ottenuti in tutta Europa, Russia compresa. Primo premio per solo piano a Montreux, primo premio alla Jazz Soloist Competition di Monaco, primo premio alla Thelonious Monk Jazz Piano Competition, giusto nel settembre dello scorso anno.

 

Prossimi appuntamenti :

LABORATORIO CON MIRKO GUERRINI E STEFANO BOLLANI – 4-5-6.12.07 @ Alcamo (TP)

CONCERTO STEFANO BOLLANI 7.12.07 @ Alcamo (TP)

NORMA – Teatro Massimo 22.12.07

 

…l’esclusiva sulle mie stronzate! :D

 

ornette

 

To be ornette to be?

 

…That’s the cole, man!!

 

 

The Art of Improvisation

pf

 

“The only element of jazz that I keep is improvisation”
- Jan Garbarek -

They know that improvisation is also jazz because improvisation, harmonically, doesn’t exist in classical music. So, in the end, it was jazz.
- Eberhard Weber -

Improvisation is a compositional method.
- Evan Parker -


There are many different schools of thought on how to teach or learn jazz improvisation. Some people recommend learning all the relevant scales and how they fit chord sequences, some recommend learning lots of established phrases, licks and patterns, some recommend just learning and playing tunes by ear. The best jazz improvisers often can’t explain the process, it is something totally intangible: a combination of intuition, imagination and great ears. There are some improvisers who know relatively little theory but have the rare gift of hearing the chord changes and automatically knowing what to play. For the majority the best results come from a combination of hard study (private and tutored), lots of focussed practice, regular playing with other people and listening to the greats.


I remember my first jazz improvisation…or better, my first attempt to jazz improvisation, as something very suffered (musically) but also very instinctive.
This could be a non-sense, but I can assure you that is true!
You’ve to think to the melodic line, but at the same time you’ve to play something different from the written text.
What you think is already existent, and everybody knows it…and nobody would listen to it again after the first jam session.
So you’ve to conduct the solo, YOUR solo…thinking to something already written but playin’ something new that even you don’t know yet!
Here is the moment of “instinct”, that is that particulary moment in which you try the best of yourself to show to the others what you’ve got inside, what and how you feel it.
Obviously, there is a great difference beetween playing with audience and without, but is the same difference beetween to play on a day we’re sad and on a day we’re happier…it depends on our mood.
Notes are ordered by our soul, we only have to play them.
My own concept of improvisation is the imagine of a pianist that reaches the total mental balance in the moment in which all the inspiration passes from him to the instrument.
All of this does not depends on cultural or religious elements…but only on his own sensibility.
Not on the cultural one, because otherwise I could sit at my piano in every moment of my life and draw out the most perfect improvisation.
But is not so…
In fact this is demonstrated by the fact that sometimes I sit at my piano and I cannot play anything…because I don’t feel untroubled.

I can define it as a kind of metamorphosis.
The audience will only feel a tiny tiny part of all we feel while we’re playing.
Almost only notes, trying to match them with THEIR own experiences of life.
The greatest improviser is the composer, that sometimes is the same character of the player, but sometimes he’s not.
When these two souls are cleaved, they’ve got totally different feelings.
But in jazz who plays and IMPROVISES is a bit composer, because every note is new, never played before in that order.
And you cannot see clearly the difference beetween the composer and the player…you only can see a line from the composer of the melodic line and the improviser.
The melodic line could be has been written centuries ago, but the improviser changes every night.