
‘Frequentare il Teatro’ non significa semplicemente recarvisi ad ascoltare musica o a guardare uno spettacolo, opera o rappresentazione di prosa che sia…
Andare a Teatro significa anche godere della bellezza architettonica (e, ovviamente, artistica) che molte costruzioni ci offrono.
Alcune sono dei veri capolavori. Altre, invece, sfoghi dell’architettura moderna…ma in entrambi i casi sono il risultato di un modo di guardare all’arte da parte dell’occhio umano che nel tempo è andato mutandosi ed evolvendosi talvolta costringendo questi luoghi meravigliosi a perdere tutte le caratteristiche di ‘Teatro’ e a piegarsi alle esigenze di pubblici più ‘all’avanguardia’ in una gara al raggiungimento della ‘acustica perfetta’ senza dare all’occhio…la sua parte.
Parlare delle storie di tutti i Teatri e le Sale da Concerto del Mondo…dai luoghi più classici a quelli più moderni e stravaganti raccontandoveli con parole e immagini.
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TEATRO MASSIMO
Palermo
Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo aprì le porte al pubblico la sera del 16 maggio 1897, ventidue anni dopo la solenne cerimonia pubblica di posa della prima pietra.
Già questa, avvenuta il 12 gennaio 1875, concludeva una vicenda travagliata, protrattasi tra mille contrasti per oltre un decennio.
Il concorso internazionale per il progetto e la realizzazione del teatro era stato infatti bandito nel 1864 dall’Amministrazione Comunale di Palermo, per volontà del sindaco Antonio Starrabba di Rudinì.
Da lungo tempo si parlava di erigere a Palermo un nuovo grande teatro, degno del centro urbano del meridione d’Italia più grande dopo Napoli.
Palermo, nella seconda metà dell’Ottocento, era impegnata a costruirsi una rinnovata identità alla luce della nuova unità nazionale.
La vita culturale subiva l’influenza della nuova fisionomia nazionale e le positive conseguenze dell’attività di imprenditori illuminati, quali i Florio, che tra l’altro contribuirono con generose donazioni alla costruzione del teatro, e per qualche anno ne furono anche gestori altrettanto illuminati.
Gli intensi scambi commerciali facevano sì che a Palermo convergessero e si sviluppassero interessi di dimensione europea, e che la città fosse in continuo contatto con modelli culturali differenti da quelli propri. Erano gli inizi della Belle Epoque, stagione che fu per la città un momento di rinascita culturale ed economica entrato nel mito e che sarebbe stato interrotto dallo scoppio del primo conflitto mondiale.
1862
Le premesse per la costruzione del Teatro risalgono al 1862, quando il Sindaco, Marchese di Rudinì, succeduto a Mariano Stabile, incaricò una commissione comunale di effettuare gli studi necessari alla realizzazione di un progetto per il teatro, e procedette all’esproprio dei terreni ubicati presso Porta Maqueda, zona in cui sorgevano parecchi edifici appartenenti a congregazioni religiose tra cui i Monasteri delle Stimmate, quello di S. Francesco e quello dell’Immacolata Concezione a San Giuliano, oltre alla Chiesa di Santa Marta.
1864
Per il progetto del teatro si decise di bandire un concorso. Il Consiglio Comunale approvò l’iniziativa il 25 maggio 1864. Le norme furono pubblicate, con un bando, il 10 settembre 1864 mentre la scadenza era fissata per il 10 settembre 1866, data prorogata al 10 marzo 1867. Come sede della giuria si scelse Palermo; i partecipanti, di varia nazionalità, furono 35. La commissione giudicatrice era composta di tre membri: Gottfried Semper in qualità di presidente, Mariano Falcini e Saverio Cavallari in qualità di membri.
1868
Il concorso fu vinto da G.B. Basile, noto architetto palermitano. Così in data 4 settembre 1868 il Sindaco, Salesio Balsano, si premurò di annunciare al Basile l’esito del concorso accompagnato dalle sue congratulazioni.
1874
La sera del 30 ottobre il Consiglio Comunale deliberò che il teatro si costruisse e che il direttore dei lavori fosse il Basile.
1875
Il 12 gennaio, Palermo potè con gioia assistere alla posa della prima pietra in piazza Giuseppe Verdi. Alla cerimonia parteciparono tutte le maggiori autorità cittadine.
1891
Morì G.B.Filippo Basile. Non ebbe il tempo per vedere compiuta la sua opera i cui lavori furono sospesi nel 1882 per riprendere solo nel 1890.
1897
Il 16 maggio, il Massimo, secondo teatro d’Europa dopo l’Opera di Parigi, inizia la sua attività di teatro lirico con il Falstaff di Verdi.La serata inaugurale ebbe un enorme successo e per tutta la stagione si ebbe il “tutto esaurito”. D’altra parte, la presenza di uno sponsor d’eccezione, come Ignazio Florio, garantiva all’evento una risonanza mondana ed un rilievo internazionale. In effetti, Palermo in quegli anni, proprio grazie ai Florio, era una delle capitali europee, ed ospitava frequentemente le teste coronate di tutto il mondo.
1997
Le incertezze sulla data di apertura si protrassero fino all’ultimo, le maestranze si sottoposero a turni sfiancanti pur di consegnare il Teatro alla città. Il 12 maggio, nonostante i lavori ancora in corso, il Teatro viene riaperto con enorme commozione e partecipazione dei cittadini. Quattro giorni dopo, il 16 maggio, si festeggerà il centenario del Teatro con la Seconda Sinfonia di G. Mahler.
1998
Il 22 Aprile 1998 con l’Aida di Verdi la lirica torna al Teatro Massimo, che riprende in maniera definitiva il suo ruolo centrale nella vita culturale della città.
1999
Il 1999 è l’anno della prima stagione “ordinaria” e l’attenzione ritorna finalmente sulla musica e sulle attività normali. L’Ente Autonomo Teatro Massimo diventa Fondazione.
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